Nel corso di ere confrontarono i loro pensieri ed una delle rocce venne scelta, in essa Floreas modellò montagne e scavò valli, nelle spaccatura diede consistenza all'acqua, taluna dolce creazione dell'alito della vita e altra salata forma nata dalla lacrime di gioia delle divinità. In questo sfera la trama della Creazione prese nuove forme e furono alberi e fiori, vento e pioggia, animali di terra e creature delle acque.

La massa della Creazione si agitava nella vastità del nulla, il tutto vagava senza controllo travolgendo e distruggendo, in questo il Supremo vide l'opera dei suoi figli e il regnare del caos senza forma, quindi Nos giunge dai pensieri del Padre e diede forma al caos generando ordine e continuità e con essi lo scorrere del tempo.

Gioia pervase i Demiurghi ed i loro pensieri si unirono ai pensieri ancora senza forma del Supremo, fu così che la creazione prese consapevolezza e divenne essenza senziente nella forma di una nuova divinità. Ella era figlia del Supremo e della Creazione, ma staccata dal padre e dotata del potere di creare e distruggere. Ella era Criatis.

Tutto appariva perfetto, ma qualcosa mancava alla vista del Supremo, quindi parlò a Solon e Floreas per ere interminabili, perché per loro ininfluente e il passare del tempo. Nell'ordinato moto della Creazione il Supremo avevo colto la mancanza di creature dotate di pensieri superiori, in grado di popolare quanto era stato creato dando nuove forme e venerando l'opera compiuta dai Figli.
Quando Solon e Floreas fecero ritorno con loro giunsero i primi uomini, che calcarono il mondo traendo da esso nutrimento e dando ad esso nuove forme, lungo ero il corso della loro esistenza ed essi si chiamarono Eterni, ma troppo perfetti erano al cospetto delle Divinità e di ciò erano consapevoli.