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In un tempo senza tempo ed in un luogo senza forma regnava il Supremo, colui per cui ogni cosa era possibile ed ogni cristallo aperto. Il Supremo vagava di cristallo in cristallo osservando le forze che in quei luoghi si dibattevano, forze e pensieri senza coscienza che non avevano ordine alcuno, ma che tra loro si intrecciavano in forme che rapide cessavano di esistere. Nel suo errare senza tempo si arrestò, forse stanco del nulla che tutto avvolgeva, in quel cristallo diede forma ai suoi pensieri e vennero i sui primi figli, quegli Dei che chiamiamo Demiurghi, coloro che possono dar forma alle immagini ed ai pensieri. Dalle prime scintille della volontà creativa del Supremo venne Solon, il primo venuto tra i primi figli, e per mano legati da un vincolo di scopi teneva la sorella Floreas, seconda venuta tra i primi figli. I Demiurghi fecero propri i pensieri del Supremo e da essi Solon diede forma a miriadi di grandi sfere di fuoco, che con la loro luce popolarono l'oscuro nulla. Nel loro agire, per dar forma alla Creazione, i Demiurghi creano delle rocce, che vicine alle sfere di fuoco erravano attorno ad esse. Queste erano i luoghi ove Essi davano forma ai pensieri e traevano riposo nel corso del loro lavoro. Il Supremo vide le sfere, talune roventi per la vicinanza alle sfere che davano luce e altre fredde palle di ghiaccio per la loro distanza, e su esse non si soffermò e i suoi pensieri continuarono a scorrere. In un tempo senza tempo il Supremo vide la vastità della Creazione compiuta dai suoi figli e a loro si avvicinò, mentre su un ammasso di palle di roccia trovavano riposo, stupore lo colse nel vedere il nulla popolato di arida materia, ma ancora deserto, e da questi suoi pensieri i Demiurghi trassero nuova ispirazione. |