(Colui che tutto può, l'Inizio, Il Padre degli dei, l'Unico)
Allineamento: ignoto
Simbolo sacro: un otto rovesciato simbolo dell'infinito
Il Saggio ci descrive il Supremo come il padre ed il creatore di tutti gli altri dei, come un’entità che non ha nome conosciuto dai mortali ne forma definibile da essi, solo i suoi figli Maggiori sono a conoscenza della sua reale natura e del suo vero nome, ma anche ad essi è fatto divieto di divulgarli.
Per il Supremo tutto è possibile, tutto Egli può, ma è un dio assente, lontano dalle traversie del Creato, perso nei suoi innumerevoli sogni e pensieri; per questo motivo pochi sono i suoi fedeli. Talvolta si innalzano al Supremo suppliche solo come ultima possibilità, in grandi disgrazie e in tali casi, se le preghiere sono abbastanza forti e il problema abbastanza interessante da attirare la sua attenzione, l'Unico potrebbe anche intervenire, ma non vi è traccia di un suo palese intervento nelle sorti del mondo.
Il Saggio Arthur, nelle sue riflessioni, ci mette in guardia sul modo di agire dell’Unico, infatti secondo il Saggio questo Dio mai agisce in modo diretto e palesando la sua presenza.
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